Malasanità

Locri- Aveva avuto la febbre, vomito dolori un pò dapertutto: sembrava una cosa da poco e il medico dell’ ospedale a consigliato ai nonni di una bimba di 5 anni,  di soministrarle qualche medicina. Ma il giorno dopo sempre nello stesso ospedale di Locri la bimba e morta. Abitava con i genitori in provincia di Pisa, ma in questi giorni era in vacanza dai nonni a Cosigna un piccolo paese vicino Reggio Calabria. Ora sulla morte della bimba intagano insieme alla maggistratura una commissione di medici convocata d’urgenza dalla direzione sanitaria dell’ospedale dall’Asl.

I famigliari sono convinti che la bimba sia stata vittima della malasanità, saranno gli esami autoptici a far luce sulla morte della bambina. Il direttore sanitario dell’ Azienda sanitaria ha diffuso un comunicato dove riassumeva le ultime ore della piccola. “Nei giorni scorsi la bimba aveva avuto febbre vomito e dolori addominali.

Ieri sera la piccola è arrivata dal pronto soccorso ed è stata visitata dal pediatra il quale la dimessa dicento ai nonni di soministrarle qualche medicina “. Infatti nella notte la bambina ha dormito, si è alzata in condizioni benevoli dacendo anche colazione, ma nella tarda mattinata si è sentita male ed stata portata al pronto soccorso dove è stata ricoverata in condizioni critiche nel reparto di rianimazione alle 18 la bambina è morta.

Tutto le mie contoglianze tutto il mio conforto vanno a questa famiglia perchè non sui può morire a 5 anni per febbre  malasanità , o per un maledetto dottore che di medicina non capisce niente. Faccio questo appello allo Stato, a quel stramaledettissimo Governo sorvegliate sulla malsanità che c’e in Italia, perchè ci sono dottori che non sanno neanche leggere e uccidono gente innocente come questa bimba che è morta per febbre o di quello che sia

Malasanitàultima modifica: 2009-08-25T05:00:00+02:00da ricardo67
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35 pensieri su “Malasanità

  1. prima di tutto da pisano,da genitore,da nonno permettimi di esprimere tutta la mia vicinanza ai genitori di quella povera bambina.Mi sembra che la sanità calabrese non sia nuova a simili tragedie,forse un pò più di attenzione da parte della regione alla sanità non farebbe male,La Toscana non è immune da critiche,o da sprechi,ma la nostra sanità funziona abbastanza.Al di la delle polemiche,tutto il mio affetto per quella povera famiglia e tutta la mia dolente tenerezza per quella bambinella.

  2. Ciao Ricardo,
    va tutto bene grazie. Ma senti… tu sei di “Informazione Libera” di cui sono fan su facebook?
    Nel caso tu lo fossi ho fatto il mio appello anche su quell’account.
    Se no, vorrei che tu mi aiutassi a divulgare i miei due post sul problema SLA, qui sul tuo blog. Pensi che sia possibile?
    Ti ringrazio e spero di sentirti di nuovo.
    Ciao. Nadia

  3. ciao, purtroppo la “mala sanità” e una piaga vera e propria ke colpisce tutta italia, come dice sempre la mia mamma “dai dottori bisogna andarci solo quando proprio non ce la si fa più” e io più sento di queste povere morti e piu mi convinco ke mia mamma ha ragione. E anke vero ke molti dottori sn incompetenti, voglio ke tt i dottori sappiano fare tt, quando io penso sia meglio ke ogni dottore sappia fare una cosa ma la sappia fare davvero bene. Ti saluto e spero di poter ankora lasciare altri commenti

    Marco

  4. Sono molto sensibile ai casi di malasanità, specialmente quando toccano i neonati.
    Porto alla Vostra attenzione un’ulteriore vergogna italica, giusto per far capitre che la malasanità non esiste solamente al Sud.

    http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Home/72988_mi_dicevano_tutto_bene_poi_la_mia_noemi__morta/

    Thiene. «L’inchiesta accerterà le eventuali responsabilità, perché qualcosa è avvenuto giovedì visto che fino alle 13.30 i risultati degli esami ai quali mia moglie è stata sottoposta dalle 9.30, a sentire il ginecologo e le infermiere, erano positivi, ma è importante che queste tragedie non accadano più, soprattutto per le modalità assurde. Mia moglie Christina per nove mesi non ha avuto problemi. Tutte le ecografie doppler hanno messo in risalto che stava bene, poi la situazione è precipitata, nonostante fin dal mattino continuasse a ripetere che provava forti disagi. Ripeto, l’inchiesta della procura stabilirà le cause e le colpe, resta la mia convinzione che se il cesareo fosse stato eseguito a metà mattinata la bimba sarebbe nata viva. Per questo Christina ed io non riusciamo a capire le sottovalutazioni e il pressappochismo col quale si è agito fin da quando siamo entrati giovedì mattina in un reparto che consideravamo d’eccellenza».
    A parlare è l’impiegato Francesco Panozzo, 28 anni, di Tresché Conca di Roana. È vicino alla moglie Christina Taube in un letto dell’ospedale Boldrini dov’è ricoverata dopo il parto finito in tragedia. Noemi, la bimba bionda che avrebbe allietato il matrimonio celebrato un anno fa, è nelle celle mortuarie in attesa che questa mattina il medico legale Andrea Galassi riceva il conferimento dal pm Marco Peraro di eseguire l’autopsia.
    Su segnalazione dell’avvocato Roberto Rigoni Stern, che tutela i coniugi Panozzo, la procura ha avviato un’inchiesta per omicidio colposo e per adesso sono due i sanitari indagati: oltre al ginecologo Dorizzi, 35 anni, l’ostetrica Laura De Munari, 39 anni, di Marano.
    «A mio avviso ci sono altri sanitari – spiega Panozzo, visibilmente provato per la drammatica esperienza – che hanno preso sotto gamba le condizioni di mia moglie. A cominciare da quell’infermiera alla quale Christina si è rivolta, dopo il primo tracciato cardiotocografico per rilevare l’attività cardiaca fetale, dicendole che stava perdendo sangue. Un sintomo, a mio avviso, eloquente che qualcosa stava avvenendo. Non capisco perché se eravamo preoccupati noi, dei professionisti che fanno quel mestiere non lo erano. E sa perché?»
    No, lo spieghi.
    «Perché stavano gestendo un’altra emergenza e hanno sottovalutato quella di mia moglie. Ci sono cose che non stanno scritte nelle carte, ma che si vivono in un reparto. Quando con mia moglie siamo arrivati alle 8.30 di giovedì c’era un’altra signora che aveva dei problemi. I sanitari si sono concentrati su di lei e mia moglie ha aspettato. Ha detto loro che sentiva il pancione duro nella parte superiore e dopo il primo tracciato, durato quasi un’ora fino alle 10.27, ci hanno spiegato che tutto era in ordine e di ritornare alle 13.30 per il parto. Mia moglie diceva che non sentiva il bambino. Le hanno fatto anche un’ecografia, non quella doppler però. Il collo dell’utero era era chiuso. Il dr. Dorizzi ha spiegato che era normale essendo vicino il travaglio. Non so che dire, evidentemente erano concentrati su un’altra emergenza».
    Allora che cosa avete fatto?
    «Siamo usciti dal reparto, ma sulle scale mia moglie ha avuto delle perdite ematiche. Allora siamo tornati indietro perché al corso ci avevano spiegato che in caso di perdite di sangue consistenti bisognava parlare subito con un sanitario, ma un’infermiera ci ha risposto stizzita che era normale perdere sangue dopo una visita e che bastava un assorbente. Il mio rammarico è stato quello di non avere insistito, ma io non sono un medico e mi dovevo fidare, anche se era evidente che la situazione era tutt’altro che sotto controllo».
    Quando siete rientrati in reparto che cos’è successo?
    «Siamo arrivati mezz’ora prima di quanto ci avessero detto, dunque alle 13. Christina si lamentava. Poco dopo le hanno sistemato le ventose per il tracciato cardiotocografico. Una ventosa aveva problemi e allora l’ho sistemata io. Quindi, per più di un’ora, non dieci minuti, fino alle 14.20 siamo rimasti da soli in questa stanza. Alle 14.10 si è presentata la nuova ostetrica, penso fosse la De Munari, e quindi se n’è andata. Alle 14.25 è arrivato Dorizzi, ha guardato il tracciato, ha auscultato mia moglie, quindi ha detto: “Dobbiamo operare urgentemente”. Penso, possibile che per oltre un’ora siamo rimasti lì da soli? Non c’era nessun’altro ginecologo in servizio? Io allora sono uscito dalla porta, che è rimasta socchiusa. Ero molto preoccupato perché avvertivo la concitazione dei sanitari. In quel frangente il ginecologo parlando con la De Munari ha affermato: “Il battito non è buono”».
    A questo punto che cos’è avvenuto?
    «Hanno cominciato a cercare l’anestesista. Un’infermiera ha telefonato quattro volte prima che rispondesse qualcuno dal reparto. Per farla breve, sono passati quasi venti minuti. Alle 15.20 Dorizzi è uscito dalla sala parto e mi ha detto che Noemi era morta. Mi pareva impossibile, ma come, ci dicono per ore che tutti i tracciati e le ecografie erano regolari, che tutto era a posto, e poi una neonata muore così? È evidente che quantomeno c’è stata sottovalutazione e carenza della struttura perché una bimba non può morire in quel modo. Se il cesareo fosse stato praticato al mattino la bambina sarebbe viva, questo è un dato incontestabile, per questo non mi rassegno e chiedo giustizia, affinché i responsabili diretti e indiretti paghino. Mi spiace per l’ospedale Boldrini e per un reparto che da sempre è ritenuto eccellente, ma quando succedono queste tragedie vuol dire che la struttura non è all’altezza a sopportare determinati carichi di lavoro. Noemi, la mia prima figlia, è morta, ma non doveva morire, perché è evidente che qui ci sono state mancanze. Basti pensare che ben quattro medici mi hanno fornito versioni diverse della disgrazia. Si è partiti da un distacco della placenta per aqrrivare al cordone ombelicale attorcigliato al collo. Non so che dire, i fatti, purtroppo, parlano da soli».

  5. Ho seguito anch’io quel caso. Io sono di Vicenza.
    Ho trovato questo articolo dal Corriere del Veneto:

    http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2009/29-luglio-2009/bimba-nata-morta-un-cesareo-l-autopsia-non-scioglie-dubbi-1601614170717.shtml

    “E’ proprio sulla ricostruzione cronologica dei fatti che potrà essere stabilito se siano state seguite le procedure o se invece ci sia stata negligenza da parte dei sanitari. Quello che il consulente dovrà accertare non appena gli verrà affidato l’incarico, attraverso la documentazione medi­ca, è a che ora si sia verificato il distacco, e, se possa essere avvenuto diverso tempo prima ri­spetto al momento del parto. Sarà necessario comprendere anche se le perdite ematiche fos­sero sintomatiche, e in caso di risposta positi­va, perché non siano state considerate impor­tanti. La donna infatti ne aveva dato notizia verso la mattinata, ma, secondo la famiglia, non erano state valutate. Insomma la consu­lenza dovrà suggerire se sia stato fatto tutto il possibile per portare a buon fine la nascita del­la bambina o se siano stati trascurati sintomi evidenti. Nel registro degli indagati sono stati iscritti per omicidio colposo il ginecologo Carlo Dorizzi e l’ostetrica Laura De Munari.

    Romina Varotto
    29 luglio 2009 ”

    C’è da non crederci se è davvero andata così: una è lì da ore ed ore in ospedale, dolorante e sanguina, e questi se ne fregano!
    Poi muore il piccolo e noi dovremmo credere alla solita “tragica fatalità”…
    Avevo sentito di un caso quasi identico un paio di anni fa a Padova, ma la coppia non aveva sporto denuncia, quindi è finito nel dimenticatoio. Chissà piuttosto quante ne succedono e non vengono denunciate!
    Mah…per fortuna qui a Vicenza a livello di ospedale, almeno di ginecologia, ce la passiamo meglio di Thiene…

  6. vi domando,cortesemente attenzione.avendo non ancora praticita al compiuter,costretto in casa per un errore medico ortopedico e non con un minimo di assisteza,cercando di mettermi in altre difficolta e tener il silenzio cio che han fatto.non avendo praticita come citato,sarei grato mi potee contrattare al numero 0546560413 distinti stefano

  7. Buongiorno a tutti, sono il presidente di un’Associazione che tutela, gratuitamente, i pazienti vittime della malasanità. L’associazione si chiama O.DI.S.SE.A. “onlus per il diritto alla salute al servizio dell’ammalato” e lo staff della stessa è composto da medici, psicologi, volontari ed avvocati che tuetelano le vittime della malsanità in maniera totalmente gratuita. CHIAMATEMI e vi aiuteremo a risolvere i vostri problemi . RIBELLIAMOCI ALLA MALASANITà E ALLA MALAPOLITICA . NON RINUNCIAMO A FAR VALERE I NOSTRI DIRITTI……………..Alessandro Milo 333/8691671

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